Un videoendoscopio di ultima generazione per il NOA di Massa

Su richiesta dell’ASL Nordovest, la Fondazione Marmo ha donato al Reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Apuane un ecoendoscopio molto avanzato che sarà utilizzato per svolgere esami, individuare lesioni tumorali, stabilirne la natura e, possibilmente, escludere le presenza di metastasi. L’apparato è dotato di una piattaforma di ultima generazione che consente  di lavorare con soluzioni di “imaging” molto avanzate.

Questo dono incarna molto bene lo spirito con cui è nata la Fondazione: un apparato innovativo con il quale la diagnostica del reparto di gastroenterologia del NOA (una tessera del nostro territorio) si pone ai vertici del sistema sanitario regionale; un programma di aggiornamento per il personale medico che ne farà uso(addestramento continuo); il numero elevato di concittadini che potranno fruirne; nel  reparto, che è diretto dal dott. Iginio Dell’Amico, vengono eseguiti circa 8.500 esami endoscopici ogni anno.

E’ l’intervento più importante del primo anno di attività della Fondazione che sta già esaminando altri interventi nel settore socio sanitario, per il patrimonio artistico e in iniziative culturali.

Con questo progetto, il più importante per il primo anno di attività, la  Fondazione raccoglie e fa proprio il diffuso senso civico e la sensibilità da sempre radicati nel mondo imprenditoriale locale e in particolare nel settore lapideo. Insieme a tanti colleghi che si sono lanciati con me in questa avventura, abbiamo dato  vita ad  un percorso analogo a quello delle tante fondazioni di matrice industriale che negli ultimi anni sono state create in Italia e in tutto il mondo occidentale.  Anche in questo, come in altri settori, la nostra provincia prova a rimboccarsi le maniche e a scrollarsi di dosso la paralizzante sensazione di arretratezza e di marginalità.

Erich Lucchetti, Presidente

La forza “afona” del terzo settore

Di buone notizie, soprattutto di buone notizie si occuperà questo notiziario con il quale la Fondazione marmo si propone di dare forza e voce al “terzo settore” del nostro territorio, un mondo composiuto dove si contano un migliaio di organizzazioni, una ogni 200 abitanti. Una rete di convivenza civile e di solidarietà dove sono impegnati 3.000 lavoratori dipendenti e 16.000 volontari.
Il terzo settore abbraccia un ampio ventaglio di attività e di modi di organizzarsi: comunità parrocchiali, misericordie, enti mutualistici, associazioni create da gruppi di genitori per assistere i figli meno fortunati o da amici che si sostengono per far fronte alle dure prove della vita, mense per i poveri, associazioni culturali, comitati, società sportive dilettantistiche, cooperative, fondazioni … In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, il contribuito di questa rete solidale è un collante prezioso per la tenuta e la convivenza nella nostra comunità; un mondo straordinario che merita di essere ascoltato, conosciuto meglio e aiutato per quello che fa e al quale dobbiamo riconoscere il giusto ruolo, alternativo a quello degli enti pubblici e del mercato.

In questo primo anno di attività la Fondazione marmo ha iniziato a conoscere questa straordinaria rete di donne e uomini che cercano di aiutare e di aiutarsi reciprocamente; che, con i pochi mezzi a disposizione, operano dove non arriva il welfare pubblico; che si rimboccano le maniche per alleviare i disagi di chi soffre, per plasmare ai valori della convivenza i nostri giovani o per tutelare il patrimonio culturale e ambientale delle nostre città.

Molte hanno bussato alla nostra porta raccontando la propria storia e i problemi che devono affrontare. La Fondazione marmo non è e non vuole essere semplicemente un ente erogatore di risorse; il suo obbiettivo è incidere sui problemi, di aiutare il terzo settore a crescere, a organizzarsi, a operare con più efficacia.

“Insieme per il territorio” è la newsletter con la quale la Fondazione punterà i riflettori sulle molte cose positive che succedono quotidianamente e di cui non si parla abbastanza. Il viaggio alla scoperta di questo mondo, dei suoi slanci e dei suoi problemi, inizia con due piccole storie di vita reale: una comunità parrocchiale che gestisce un banco alimentare al servizio di 50 famiglie e un laboratorio scolastico dove gli studenti si preparano ad affrontare le sfide della vita. Solo due tessere di un grande mosaico che vorremmo costruire insieme alle 1.000 organizzazioni del terzo settore attive nel ns territorio. (B.F.)

Carrara, maggio 2018

Nuovi strumenti di laboratorio per gli studenti del Liceo Artistico

 

La Fondazione Marmo ha donato una molatrice per levigare il marmo ed una taglierina ad anello diamantato al laboratorio del Liceo Artistico Palma di Massa. All’incontro per la consegna degli strumenti hanno partecipato gli insegnanti del liceo insieme agli allievi del 5° anno del corso di Arti Figurative e il Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti. La Fondazione Marmo era rappresentata da Anselmo Ricci della Cooperativa Gioia che si è complimentato con alunni e docenti per i lavori fatti.

Per l’occasione gli studenti hanno messo in mostra sculture, oggetti di design, contenitori per profumi, lampadari e di oreficeria realizzati prevalentemente con il marmo. Il Liceo Palma conta circa 200 allievi; l’offerta formativa, dopo il biennio iniziale, prevede due indirizzi: arti figurative e design. II percorso didattico punta a valorizzare le attitudini di ogni alunno fornendo una solida base di cultura generale e stimolando la creatività. La maggior parte degli studenti, terminato il quinquennio, frequenta Università, Accademie di Belle Arti o specializzazioni post-diploma, ma molti, grazie al bagaglio di esperienze maturate, entrano direttamente nel mondo del lavoro.

Per valorizzare le idee degli studenti e la capacità di trasformarle in oggetti di design sono state allestite piccole mostre che hanno ottenuto apprezzamenti dagli addetti ai lavori. Particolarmente significativo per i legami con il territorio il progetto “Ori preziosi, marmo e gioielli” dove agli allievi, nella realizzazione di monili, è stato chiesto di impiegare il marmo apuano. Grazie a attività come questa, negli ultimi anni il Liceo Palma si è distinto per la qualità dell’offerta formativa ed ha ottenuto numerosi premi ai concorsi nazionali dove gli allievi hanno presentato i loro lavori.

Il Presidente Lorenzetti ha ringraziato la Fondazione Marmo e gli imprenditori del settore lapideo, sottolineando l’importanza per il territorio di una stretta collaborazione tra imprenditori e mondo della scuola. (A.L.)

Intervista La Nazione – settembre 2017

  • Perché fin dal suo insediamento alla Presidenza dell’Associazione ha sempre sentito il bisogno di dare gambe al progetto di una Fondazione?

L’idea di creare una Fondazione è nata ancora prima della mia nomina; ne avevamo parlato in numerose riunioni dove era emersa  la volontà di fare di più per il nostro territorio, ed in particolare di  mettere in atto interventi riconducibili agli operatori  della filiera del marmo e, in primis,  delle cave: da qui la ricostituzione della la filiera, Carrara Marble Way e la Fondazione.  Il  progetto va oltre il semplice fatto che la nostra comunità,  per come sono gestiti,  non riesce ad apprezzare quanto gli ingenti contributi versati dal settore marmo siano importanti per il Comune.

  • Quali criteri seguite nella distribuzione dei fondi?

La Fondazione è soggetta ai controlli del Registro regionale e come Onlus abbiamo vincoli precisi in fatto di erogazioni. Le decisioni sono assunte dal Consiglio che, per garantire la massima coralità gestionale, è composto da 14 persone.  Per grandi linee, il piano di allocazione del Fondo di Gestione prevede  interventi per assistenza sociale e socio-sanitarie (40%), eventi culturali, istruzione e patrimonio artistico (35%), studi e ricerche (15%); il resto (10%) non ha una destinazione predefinita. Molte le richieste che sono già arrivate: scuole, persone disagiate, enti caritatevoli, strumentazioni per diagnosi mediche, eventi culturali ecc. Cercheremo di fare del nostro meglio.

  • Da tempo la città invocava un contributo più visibile da parte delle aziende. Quali settori intendete agevolare?

In questo momento siamo concentrati sul “fund rising” tra le imprese; per dare una ulteriore spinta alla nostra raccolta  stiamo organizzando un’asta di blocchi di marmo; si svolgerà sabato 21 ottobre e presenteremo la Fondazione alla città.  Siamo determinati ad intervenire dove ci sono sacche di disagio economico e psicofisico; pensiamo inoltre di dare una mano alle strutture per anziani e persone bisognose o che svolgono  funzioni educative che necessitano di interventi strutturali; ma vorremmo anche farci riconoscere ed apprezzare per progetti che riguardano il  patrimonio artistico e architettonico della città.

  • E’ emerso che oltre ai finanziamenti intendete sostenere il terzo settore anche in altri modi

Nel  territorio ci sono più di 1.000 organizzazioni non profit dove lavorano 3.200 dipendenti e più di 16.000 volontari.  La raccolta e l’erogazione di risorse resta la nostra mission primaria; come prevede la recente riforma del no-profit, insieme alle risorse vogliamo mettere in campo anche il patrimonio di competenze gestionali ed organizzative e ci piacerebbe lavorare insieme agli altri enti in questa direzione.

 

  • Carrara è città nota per la generosità. Che terreno avete trovato rispetto ad altre realtà?

La Fondazione Marmo è una prova tangibile del diffuso senso civico e di sensibilità presente nella nostra comunità. Ovviamente il nostro  è un territorio relativamente piccolo; il tessuto economico è fatto prevalentemente di piccole imprese capaci comunque di tanti slanci di solidarietà. Il perimetro del nostro progetto non è paragonabile a quello delle grandi fondazioni ma, fatte le debite proporzioni,  siamo mossi ad agire dalla stessa volontà.