Un videoendoscopio di ultima generazione per il NOA di Massa

Su richiesta dell’ASL Nordovest, la Fondazione Marmo ha donato al Reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Apuane un ecoendoscopio molto avanzato che sarà utilizzato per svolgere esami, individuare lesioni tumorali, stabilirne la natura e, possibilmente, escludere le presenza di metastasi. L’apparato è dotato di una piattaforma di ultima generazione che consente  di lavorare con soluzioni di “imaging” molto avanzate.

Questo dono incarna molto bene lo spirito con cui è nata la Fondazione: un apparato innovativo con il quale la diagnostica del reparto di gastroenterologia del NOA (una tessera del nostro territorio) si pone ai vertici del sistema sanitario regionale; un programma di aggiornamento per il personale medico che ne farà uso(addestramento continuo); il numero elevato di concittadini che potranno fruirne; nel  reparto, che è diretto dal dott. Iginio Dell’Amico, vengono eseguiti circa 8.500 esami endoscopici ogni anno.

E’ l’intervento più importante del primo anno di attività della Fondazione che sta già esaminando altri interventi nel settore socio sanitario, per il patrimonio artistico e in iniziative culturali.

Con questo progetto, il più importante per il primo anno di attività, la  Fondazione raccoglie e fa proprio il diffuso senso civico e la sensibilità da sempre radicati nel mondo imprenditoriale locale e in particolare nel settore lapideo. Insieme a tanti colleghi che si sono lanciati con me in questa avventura, abbiamo dato  vita ad  un percorso analogo a quello delle tante fondazioni di matrice industriale che negli ultimi anni sono state create in Italia e in tutto il mondo occidentale.  Anche in questo, come in altri settori, la nostra provincia prova a rimboccarsi le maniche e a scrollarsi di dosso la paralizzante sensazione di arretratezza e di marginalità.

Erich Lucchetti, Presidente

Maia eroina inconsapevole

 Maia è una cagnolina dell’unità cinofila del Comando dei VVFF di Massa Carrara; ad ottobre compie otto anni ed è il primo ed unico cocker in Italia con il brevetto per la ricerca di persone.

Con il suo padrone, Silvio Zurlini, è sempre pronta a partecipare alle operazioni. di salvataggio; così è stato recentemente dopo il nubifragio a Livorno edue anni fa ad  Amatrice, dove tra le macerie ha fiutato due vittime del crollo dell’edificio.

«La tecnica di intervento su macerie – spiega Zurlini – prevede l’azione congiunta di due unità cinofile. Il primo cane segnala un eventuale effluvio (cioè il diffondersi dell’odore dell’essere umano) e nel punto individuato viene posizionata una bandierina. Sarà il secondo cane a confermare se  in quella posizione sono sotterrate persone e si inizia a scavare».

Maia ha partecipato alle ricerche dopo il drammatico incidente alle cave di Carraradell’aprile 2016; grazie alla sua piccola taglia riesce ad arrivare dove i cani più grandi non arrivano. Per lei è solo e sempre un gioco e quando un disperso viene ritrovato, arriva il premio: un pezzetto di wuster.

Silvio Zurlini nel 2009 era  in servizio all’Aquila; qui vede lavorare i colleghi delle unità cinofile e in lui si accende la voglia di provarci. Maia nasce poco dopo, inizia l’addestramento quando ha solo 75 giorni e in poco tempo ottiene il brevetto per la ricerca di persone, sia in superficie che sotto le macerie. Come spiega con un pizzico di orgoglio per i tanti riconoscimenti ottenuti, non esiste strumento al mondo più efficace dell’olfatto del cane;  ma i risultati arrivano con la formazione dove si insegna a operare in sicurezza e a prestare soccorso nel modo appropriato.

Grazie a Maia il comando di Massa Carrara si è messo in evidenza e questo che è motivo di soddisfazione per tutta la compagnia.  Purtroppo recentemente Maia si è ammalata di epatite mangiando un boccone durante un intervento e Silvio sta pensando già alla prossima cagnolina da addestrare: questa volta, promette, sarà un labrador.

La Fondazione Marmo ha donato un pick up attrezzato per trasporto cani all’unità cinofila del comando dei VVFF di Massa Carrara.

Angelica Lazzerotti

Un pasto caldo per persone disagiate

Era il 2004 quando nasceva a Marina di Carrara il Centro Sociale Caritas dell’Annunziata, una cooperativa sociale che, grazie anche all’aiuto di 110 volontari, offre 15mila pasti all’anno. Sono i piccoli grandi miracoli del terzo settore, una mano tesa in aiuto alle persone disagiate che sempre più numerose chiedono aiuti.

La porta, racconta don Cesare Benedetti, è sempre aperta; qui le persone vengono per mangiare, fare la doccia e vestirsi; all’ingresso si controlla se sono nelle liste delle famiglie disagiate segnalate dal Comune ma tutti possono entrare.

Sono tante le storie delle persone che qui trovano il riparo di una grande famiglia; chi ha perso il lavoro e non riesce a trovarne uno nuovo; chi vive in roulotte, chi è solo, chi si sente emarginato. Nei drammatici giorni dell’alluvione di Marina, è stato un punto di riferimento per le persone la cui casa non era agibile e, grazie agli aiuti ricevuti, da qui è passata la distribuzione di elettrodomestici a chi li aveva trovati sommersi dal fango.

Il centro, con il sostegno dei volontari che si alternano alle cucine della mensa e nei servizi generali,  offre un approdo in cui socializzare,raccontarsi e conoscersi. Anni fa, spiega con voce pacata dal primo dei volontari Norberto Tamburi, la sala mensa era frequentata prevalentemente da extra comunitarie; complice la crisi economica e le alluvioni che si sono abbattute sul nostro territorio dal 2012, recentemente è cresciuta in modo inquietante l’affluenza alla mensa di italiani, spesso residenti proprio a  Carrara. Bisogna venire qui, all’ora di pranzo, per toccare con mano l’emarginazione.

La Fondazione Marmo ha donato 5mila pasti al Centro Caritas Annunziata.

La forza “afona” del terzo settore

Di buone notizie, soprattutto di buone notizie si occuperà questo notiziario con il quale la Fondazione marmo si propone di dare forza e voce al “terzo settore” del nostro territorio, un mondo composiuto dove si contano un migliaio di organizzazioni, una ogni 200 abitanti. Una rete di convivenza civile e di solidarietà dove sono impegnati 3.000 lavoratori dipendenti e 16.000 volontari.
Il terzo settore abbraccia un ampio ventaglio di attività e di modi di organizzarsi: comunità parrocchiali, misericordie, enti mutualistici, associazioni create da gruppi di genitori per assistere i figli meno fortunati o da amici che si sostengono per far fronte alle dure prove della vita, mense per i poveri, associazioni culturali, comitati, società sportive dilettantistiche, cooperative, fondazioni … In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, il contribuito di questa rete solidale è un collante prezioso per la tenuta e la convivenza nella nostra comunità; un mondo straordinario che merita di essere ascoltato, conosciuto meglio e aiutato per quello che fa e al quale dobbiamo riconoscere il giusto ruolo, alternativo a quello degli enti pubblici e del mercato.

In questo primo anno di attività la Fondazione marmo ha iniziato a conoscere questa straordinaria rete di donne e uomini che cercano di aiutare e di aiutarsi reciprocamente; che, con i pochi mezzi a disposizione, operano dove non arriva il welfare pubblico; che si rimboccano le maniche per alleviare i disagi di chi soffre, per plasmare ai valori della convivenza i nostri giovani o per tutelare il patrimonio culturale e ambientale delle nostre città.

Molte hanno bussato alla nostra porta raccontando la propria storia e i problemi che devono affrontare. La Fondazione marmo non è e non vuole essere semplicemente un ente erogatore di risorse; il suo obbiettivo è incidere sui problemi, di aiutare il terzo settore a crescere, a organizzarsi, a operare con più efficacia.

“Insieme per il territorio” è la newsletter con la quale la Fondazione punterà i riflettori sulle molte cose positive che succedono quotidianamente e di cui non si parla abbastanza. Il viaggio alla scoperta di questo mondo, dei suoi slanci e dei suoi problemi, inizia con due piccole storie di vita reale: una comunità parrocchiale che gestisce un banco alimentare al servizio di 50 famiglie e un laboratorio scolastico dove gli studenti si preparano ad affrontare le sfide della vita. Solo due tessere di un grande mosaico che vorremmo costruire insieme alle 1.000 organizzazioni del terzo settore attive nel ns territorio. (B.F.)

Carrara, maggio 2018

Nuovi strumenti di laboratorio per gli studenti del Liceo Artistico

 

La Fondazione Marmo ha donato una molatrice per levigare il marmo ed una taglierina ad anello diamantato al laboratorio del Liceo Artistico Palma di Massa. All’incontro per la consegna degli strumenti hanno partecipato gli insegnanti del liceo insieme agli allievi del 5° anno del corso di Arti Figurative e il Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti. La Fondazione Marmo era rappresentata da Anselmo Ricci della Cooperativa Gioia che si è complimentato con alunni e docenti per i lavori fatti.

Per l’occasione gli studenti hanno messo in mostra sculture, oggetti di design, contenitori per profumi, lampadari e di oreficeria realizzati prevalentemente con il marmo. Il Liceo Palma conta circa 200 allievi; l’offerta formativa, dopo il biennio iniziale, prevede due indirizzi: arti figurative e design. II percorso didattico punta a valorizzare le attitudini di ogni alunno fornendo una solida base di cultura generale e stimolando la creatività. La maggior parte degli studenti, terminato il quinquennio, frequenta Università, Accademie di Belle Arti o specializzazioni post-diploma, ma molti, grazie al bagaglio di esperienze maturate, entrano direttamente nel mondo del lavoro.

Per valorizzare le idee degli studenti e la capacità di trasformarle in oggetti di design sono state allestite piccole mostre che hanno ottenuto apprezzamenti dagli addetti ai lavori. Particolarmente significativo per i legami con il territorio il progetto “Ori preziosi, marmo e gioielli” dove agli allievi, nella realizzazione di monili, è stato chiesto di impiegare il marmo apuano. Grazie a attività come questa, negli ultimi anni il Liceo Palma si è distinto per la qualità dell’offerta formativa ed ha ottenuto numerosi premi ai concorsi nazionali dove gli allievi hanno presentato i loro lavori.

Il Presidente Lorenzetti ha ringraziato la Fondazione Marmo e gli imprenditori del settore lapideo, sottolineando l’importanza per il territorio di una stretta collaborazione tra imprenditori e mondo della scuola. (A.L.)

Donazione di blocchi di marmi

La raccolta di fondi tramite la donazione di blocchi di marmi è una prassi che la comunità degli imprenditori ha usato più volte, riuscendo così a mobilitare risorse per la vita locale.

7 giugno 2003 –  “Un blocco per il futuro”   Blocchi all’asta venduti per 69.000 euro

Un’asta da 69.736 euro targata Assindustria. Così ieri, sono stati assegnati, nello spazio di Marmotec, i 13 blocchi messi all’incanto dagli industriali del marmo apuani, per scopi benefici. Il battitore è stato l’imprenditore Antonio Forti. I fondi sono stati assegnati sotto forma di borse di studio agli studenti delle scuole carraresi.

23 dicembre 2012  – Asta dei blocchi di marmo a favore degli alluvionati

Ha fruttato 550 mila euro l’asta benefica dei blocchi di marmo a favore degli alluvionati e che si è svolta a Carrarafiere con un battitore d’eccezione, il portiere della Juventus Gigi Buffon. Il ricavato (45 i blocchi donati dagli industriali di Carrara e assegnati al miglior offerente) sarà interamente devoluto alle famiglie di Carrara colpite dalla recente alluvione, tramite un conto corrente gestito dalla Caritas della parrocchia della Santissima Annunziata di Marina di Carrara. Alla cifra si aggiungono  i versamenti che hanno fatto le imprese che non erano presenti all’asta.

26 agosto 2013 – Serata di gala per l’asta dei blocchi a favore della Carrarese

Allo stadio dei Marmi si è svolta l’asta dei blocchi a favore della Carrarese. Trentadue i blocchi di marmo donati dagli industriali: Buffon e il sindaco si sono improvvisati battitori d’asta assegnandoli al miglior offerente. Sono stati raccolti circa 240mila euro.

15 luglio 2014 – Quarta edizione asta blocchi

Ha fruttato circa 300 mila euro alla Carrarese Calcio, la quarta edizione dell’asta dei blocchi di marmo che si è svolta nel piazzale dello stadio dei Marmi di Carrara.

Comunità carrarese e l’ospedale civico nel 1800

Dal 1330, e per cinque secoli,  l’ospedale di Carrara fu il “San Giacomo “.

Nel  1876 entrò in funzione  il “Civico Ospedale“,  progetto dell’architetto Vincenzo Micheli.

La costruzione fu finanziata con una raccolta di fondi alla quale dettero la loro adesione il Comune di Carrara, la a cittadinanza e alcune famiglie della nobiltà e borghesia carrarese (tra gli altri Finelli, Walton, Fabbricotti, Pelliccia, Tenderini, Lazzoni, Binelli, Cucchiari, Monzoni  e le signore del Casino Civico).  Alcuni padiglioni successivamente furono realizzati a Monterosso, dove successivamente è stato costruito  il monoblocco.

Centro Sociale Caritas dell’Annunziata

Inizi anni 90; Marina di Carrara, soprattutto nelle aree verso ponente, è un grande cantiere dal quale si costruiscono schiere di nuovi palazzi. Oltre Viale Galilei, in una grande aree demaniale trasferita al Comune, si lavora per il complesso fieristico IMM. Al confine dell’area dei parcheggi, di fianco alla nuova chiesa che si affaccia sulla via Bassagrande, nel 2004 nasce il Centro Sociale Caritas dell’Annunziata, una associazione dedita alla solidarietà. Un gruppo di amici dedica risorse, tempo ed energie per a lenire le ferite aperte da flussi migratori, alluvioni, violenze domestiche e disoccupazione.

Sotto il coordinamento attento di Norberto Tamburi, 101 volontari si alternano tra lavori in cucina e servizi per le tante persone che bussano alle porte dei locali che il Comune ha affidato al Centro: mensa, docce, pacchi viveri, vestiario e alloggio temporaneo.

I resoconti annuali delle attività sono altrettanti ferma immagine degli effetti della crisi più dura che ha colpito il Paese dagli anni Cinquanta. Nel 2016 il Centro ha servito 16.200 pasti; 8 anni prima erano solo 5.000. Diversamente da quanto si può pensare, il 60% sono richiesti non da extracomunitari ma da italiani e la loro quota è in inquietante aumento.

L’attività, oltre che per la partecipazione dei tanti volontari, è sostenuta dai trasferimenti dei servizi sociali del Comune, da contributi dei soci e dalle donazioni di privati e di imprese; molto importanti sono anche i conferimenti in natura di grande e piccola distribuzione e delle ONG internazionali.

Il Centro, con la sua missione di umana solidarietà erogata con piglio quasi manageriale, affianca molto bene i laboriosi padiglioni di Carrara fiere, e ci ricorda il mondo degli affari può essere molto vicino alla domanda di aiuto di chi ha più bisogno.

Il teatro “Animosi” e i soci accademici

Dopo la demolizione del teatro interno al Palazzo Ducale per far posto alla nuova Accademia di belle arti, Carrara non disponeva di un edificio per rappresentazioni.

Il teatro degli “Animosi”, il cui nome è impresso nella balaustra posta al suo ingresso (MDCCCXXXIX – A INGENTILIRE I COSTUMI PER L’ARTE CHE PIU’ ALLETTA ED AMMAESTRA I CITTADINI ANIMOSI ERIGEVANO»), fu fondato grazie all’impegno di un gruppo di cittadini, prevalentemente nobili e benestanti, che nel 1836 fondarono appositamente l’“Accademia del Teatro”.

Per contribuire alla sua realizzazione i soci accademici erogarono consistenti somme di denaro, in parte come semplice contributi, in parte per la proprietà dei palchi.

L’edificio, pregevole progetto dell’architetto Giuseppe Pardini, fu inaugurato il 26 dicembre 1840. La facciata, d’ispirazione classica, è in marmo di Carrara.

Nel 1864 al suo interno si approntarono alcune sale ad uso di Casino Civico, con stanze da gioco e per lettura.

Con l’apertura nel 1892 del più capiente Politema Giuseppe Verdi, il teatro perse la sua centralità e nel 1906 venne convertito a sala cinematografica (Cinematografo Paris, poi Cinematografo Carrarese).

Nel secondo dopoguerra gli Animosi ospitarono anche incontri di pugilato.

Nel 1964 il teatro è stato acquistato dal Comune di Carrara e poco dopo sono riprese le attività concertistiche e gli spettacoli di prosa

Nel 2006 un ampio intervento di riqualificazione urbanistica ha interessato la zona, e la piazza antistante al teatro è stata ripavimentata secondo un progetto ideato da Angelo Mangiarotti.
P.F. Cucchiari: “L’Accademia degli Animosi, il Teatro e il Casino Civico”, in “Rivista mensile del Comune di Carrara”, anno I, gennaio 1930ù
C. Giumelli, Il Teatro degli Animosi di Carrara, Firenze 1997