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Centro Sociale Caritas dell’Annunziata

Inizi anni 90; Marina di Carrara, soprattutto nelle aree verso ponente, è un grande cantiere dal quale si costruiscono schiere di nuovi palazzi. Oltre Viale Galilei, in una grande aree demaniale trasferita al Comune, si lavora per il complesso fieristico IMM. Al confine dell’area dei parcheggi, di fianco alla nuova chiesa che si affaccia sulla via Bassagrande, nel 2004 nasce il Centro Sociale Caritas dell’Annunziata, una associazione dedita alla solidarietà. Un gruppo di amici dedica risorse, tempo ed energie per a lenire le ferite aperte da flussi migratori, alluvioni, violenze domestiche e disoccupazione.

Sotto il coordinamento attento di Norberto Tamburi, 101 volontari si alternano tra lavori in cucina e servizi per le tante persone che bussano alle porte dei locali che il Comune ha affidato al Centro: mensa, docce, pacchi viveri, vestiario e alloggio temporaneo.

I resoconti annuali delle attività sono altrettanti ferma immagine degli effetti della crisi più dura che ha colpito il Paese dagli anni Cinquanta. Nel 2016 il Centro ha servito 16.200 pasti; 8 anni prima erano solo 5.000. Diversamente da quanto si può pensare, il 60% sono richiesti non da extracomunitari ma da italiani e la loro quota è in inquietante aumento.

L’attività, oltre che per la partecipazione dei tanti volontari, è sostenuta dai trasferimenti dei servizi sociali del Comune, da contributi dei soci e dalle donazioni di privati e di imprese; molto importanti sono anche i conferimenti in natura di grande e piccola distribuzione e delle ONG internazionali.

Il Centro, con la sua missione di umana solidarietà erogata con piglio quasi manageriale, affianca molto bene i laboriosi padiglioni di Carrara fiere, e ci ricorda il mondo degli affari può essere molto vicino alla domanda di aiuto di chi ha più bisogno.

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