Donazione di blocchi di marmi

La raccolta di fondi tramite la donazione di blocchi di marmi è una prassi che la comunità degli imprenditori ha usato più volte, riuscendo così a mobilitare risorse per la vita locale.

7 giugno 2003 –  “Un blocco per il futuro”   Blocchi all’asta venduti per 69.000 euro

Un’asta da 69.736 euro targata Assindustria. Così ieri, sono stati assegnati, nello spazio di Marmotec, i 13 blocchi messi all’incanto dagli industriali del marmo apuani, per scopi benefici. Il battitore è stato l’imprenditore Antonio Forti. I fondi sono stati assegnati sotto forma di borse di studio agli studenti delle scuole carraresi.

23 dicembre 2012  – Asta dei blocchi di marmo a favore degli alluvionati

Ha fruttato 550 mila euro l’asta benefica dei blocchi di marmo a favore degli alluvionati e che si è svolta a Carrarafiere con un battitore d’eccezione, il portiere della Juventus Gigi Buffon. Il ricavato (45 i blocchi donati dagli industriali di Carrara e assegnati al miglior offerente) sarà interamente devoluto alle famiglie di Carrara colpite dalla recente alluvione, tramite un conto corrente gestito dalla Caritas della parrocchia della Santissima Annunziata di Marina di Carrara. Alla cifra si aggiungono  i versamenti che hanno fatto le imprese che non erano presenti all’asta.

26 agosto 2013 – Serata di gala per l’asta dei blocchi a favore della Carrarese

Allo stadio dei Marmi si è svolta l’asta dei blocchi a favore della Carrarese. Trentadue i blocchi di marmo donati dagli industriali: Buffon e il sindaco si sono improvvisati battitori d’asta assegnandoli al miglior offerente. Sono stati raccolti circa 240mila euro.

15 luglio 2014 – Quarta edizione asta blocchi

Ha fruttato circa 300 mila euro alla Carrarese Calcio, la quarta edizione dell’asta dei blocchi di marmo che si è svolta nel piazzale dello stadio dei Marmi di Carrara.

Comunità carrarese e l’ospedale civico nel 1800

Dal 1330, e per cinque secoli,  l’ospedale di Carrara fu il “San Giacomo “.

Nel  1876 entrò in funzione  il “Civico Ospedale“,  progetto dell’architetto Vincenzo Micheli.

La costruzione fu finanziata con una raccolta di fondi alla quale dettero la loro adesione il Comune di Carrara, la a cittadinanza e alcune famiglie della nobiltà e borghesia carrarese (tra gli altri Finelli, Walton, Fabbricotti, Pelliccia, Tenderini, Lazzoni, Binelli, Cucchiari, Monzoni  e le signore del Casino Civico).  Alcuni padiglioni successivamente furono realizzati a Monterosso, dove successivamente è stato costruito  il monoblocco.

Centro Sociale Caritas dell’Annunziata

Inizi anni 90; Marina di Carrara, soprattutto nelle aree verso ponente, è un grande cantiere dal quale si costruiscono schiere di nuovi palazzi. Oltre Viale Galilei, in una grande aree demaniale trasferita al Comune, si lavora per il complesso fieristico IMM. Al confine dell’area dei parcheggi, di fianco alla nuova chiesa che si affaccia sulla via Bassagrande, nel 2004 nasce il Centro Sociale Caritas dell’Annunziata, una associazione dedita alla solidarietà. Un gruppo di amici dedica risorse, tempo ed energie per a lenire le ferite aperte da flussi migratori, alluvioni, violenze domestiche e disoccupazione.

Sotto il coordinamento attento di Norberto Tamburi, 101 volontari si alternano tra lavori in cucina e servizi per le tante persone che bussano alle porte dei locali che il Comune ha affidato al Centro: mensa, docce, pacchi viveri, vestiario e alloggio temporaneo.

I resoconti annuali delle attività sono altrettanti ferma immagine degli effetti della crisi più dura che ha colpito il Paese dagli anni Cinquanta. Nel 2016 il Centro ha servito 16.200 pasti; 8 anni prima erano solo 5.000. Diversamente da quanto si può pensare, il 60% sono richiesti non da extracomunitari ma da italiani e la loro quota è in inquietante aumento.

L’attività, oltre che per la partecipazione dei tanti volontari, è sostenuta dai trasferimenti dei servizi sociali del Comune, da contributi dei soci e dalle donazioni di privati e di imprese; molto importanti sono anche i conferimenti in natura di grande e piccola distribuzione e delle ONG internazionali.

Il Centro, con la sua missione di umana solidarietà erogata con piglio quasi manageriale, affianca molto bene i laboriosi padiglioni di Carrara fiere, e ci ricorda il mondo degli affari può essere molto vicino alla domanda di aiuto di chi ha più bisogno.

Il teatro “Animosi” e i soci accademici

Dopo la demolizione del teatro interno al Palazzo Ducale per far posto alla nuova Accademia di belle arti, Carrara non disponeva di un edificio per rappresentazioni.

Il teatro degli “Animosi”, il cui nome è impresso nella balaustra posta al suo ingresso (MDCCCXXXIX – A INGENTILIRE I COSTUMI PER L’ARTE CHE PIU’ ALLETTA ED AMMAESTRA I CITTADINI ANIMOSI ERIGEVANO»), fu fondato grazie all’impegno di un gruppo di cittadini, prevalentemente nobili e benestanti, che nel 1836 fondarono appositamente l’“Accademia del Teatro”.

Per contribuire alla sua realizzazione i soci accademici erogarono consistenti somme di denaro, in parte come semplice contributi, in parte per la proprietà dei palchi.

L’edificio, pregevole progetto dell’architetto Giuseppe Pardini, fu inaugurato il 26 dicembre 1840. La facciata, d’ispirazione classica, è in marmo di Carrara.

Nel 1864 al suo interno si approntarono alcune sale ad uso di Casino Civico, con stanze da gioco e per lettura.

Con l’apertura nel 1892 del più capiente Politema Giuseppe Verdi, il teatro perse la sua centralità e nel 1906 venne convertito a sala cinematografica (Cinematografo Paris, poi Cinematografo Carrarese).

Nel secondo dopoguerra gli Animosi ospitarono anche incontri di pugilato.

Nel 1964 il teatro è stato acquistato dal Comune di Carrara e poco dopo sono riprese le attività concertistiche e gli spettacoli di prosa

Nel 2006 un ampio intervento di riqualificazione urbanistica ha interessato la zona, e la piazza antistante al teatro è stata ripavimentata secondo un progetto ideato da Angelo Mangiarotti.
P.F. Cucchiari: “L’Accademia degli Animosi, il Teatro e il Casino Civico”, in “Rivista mensile del Comune di Carrara”, anno I, gennaio 1930ù
C. Giumelli, Il Teatro degli Animosi di Carrara, Firenze 1997